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Il Comune italiano nel quale si spendono più soldi nel gioco d’azzardo è Caresanablot, in provincia di Vercelli. I suoi 1.133 abitanti nel 2016 sono riusciti a giocare 24.228 euro a testa (ipotizzando che a giocare siano stati solo i residenti nel paese). Significa oltre 27 milioni di euro spesi in totale e più di 75 mila euro ogni giorno.

Caresanablot è un caso estremo, ma non unico. Ci sono nove Comuni italiani in cui si spendono più di 10 mila euro all’anno a testa nel gioco d’azzardo e di questi cinque sono in Lombardia e tre in Piemonte. Ad accomunare queste località è prima di tutto l’alta densità di apparecchi per il gioco: a Caresanablot che ne sono 65 ogni 1.000 abitanti e ad Andalo Valtellino, terzo per soldi spesi da ogni abitante, addirittura 85,5 ogni 1.000 persone.

Sul sito di Gedi è possibile leggere alcune analisi, come la relazione tra reddito e soldi spesi al gioco, e anche sapere la spesa nel proprio Comune di residenza.

Dal sito dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che raccoglie i dati sulle giocate, si può sapere invece quanti di questi soldi spesi vengono poi effettivamente persi, al netto delle vincite. In tutta Italia i soldi persi al gioco sono stati nel 2016 quasi 19 miliardi e mezzo (circa 320 euro per ogni italiano, dai neonati agli anziani) e nei primi sei mesi del 2017 (ultimo dato disponibile) 9 miliardi e 400 milioni.

La cifra negli ultimi undici anni è costantemente cresciuta, con un aumento del 60% dal 2006 al 2016. Le perdite provocate dalle slot machine sono aumentate invece del 170%.

Solo a Caresanablot sono stati persi oltre 3 milioni e 800 mila euro nel 2016, pari a più di 3.400 euro per ognuno dei suoi abitanti, quasi tutti nelle slot machine. A Forcola, in provincia di Sondrio, secondo Comune per spesa al gioco per abitante, ogni cittadino ha perso poco meno di 3.000 euro in un anno.

Articolo pubblicato su La Stampa il 15/05/2018: http://www.lastampa.it/2018/05/15/societa/dove-si-spendono-pi-soldi-nel-gioco-dazzardo-in-italia-tv85Ps3LHRMTiYZqSHP68H/pagina.html

Come riportato nell’articolo “BCC e Fondazione ADVENTUM stipulano un accordo per aiutare chi è a rischio sovraindebitamento“:

L’usura in Italia riguarda 3 milioni di famiglie per un giro d’affari di 82 miliardi. Un’emergenza sociale che tocca tutte le Regioni. La città più colpita, secondo l’ultimo rapporto Eurispes è Parma, uno dei capluoghi della nostra Regione. L’usura ha fra le principali cause il gioco d’azzardo. I dati AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per il 2016 in merito al gioco raccontano di un territorio fortemente influenzato dal fenomeno dell’azzardo. L’Emilia-Romagna si classifica come seconda regione d’Italia per numero di giocate pro capite nel 2016; sesta per numero di apparecchi elettronici per il gioco d’azzardo presenti sul territorio, rispetto al numero di abitanti. In Emilia-Romagna inoltre nel 2016 la raccolta di gioco è stata di circa 7 miliardi e mezzo di euro, a cui va aggiunto tutto il sommerso del gioco illegale non quantificabile. In provincia di Ravenna nel 2016 sono stati giocati ben 700 milioni euro e nel solo Comune di Faenza sono stati spesi 115.956.592,08 euro nei giochi d’azzardo legali.

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